18
Jan
ministranti PDF Stampa E-mail
Scritto da Giulio Ricci   

«Ministrante», la prima volta che ho sentito questa parola non avevo la più pallida idea di cosa volesse significare; «Chierichetto», mi fu detto. La domanda che seguì immediatamente fu: «Ma non è un servizio da piccoli?». «No», fu la risposta secca; anzi fu aggiunto: «gli adulti sono quelli che meglio possono dare un esempio concreto di servizio e amore verso Gesù»; nacque così quell'esperienza che inizialmente chiamavo "Chierichettone".

Il servizio all'altare non è solamente un fare, ovvero aiutare il celebrante durante le funzioni liturgiche, ma è essenzialmente un modo di essere. Cito a tal proposito alcune frasi del Beato Giovanni Paolo II durante un incontro dedicato proprio ai ministranti: - Il vostro impegno all'altare non è solo un dovere, ma un grande onore, un autentico servizio santo - Nella Liturgia siete molto più che semplici "aiutanti del parroco". Soprattutto siete servitori di Gesù Cristo, dell'eterno Sommo Sacerdote. - Il vostro servizio non può limitarsi all'interno di una chiesa. Esso deve irradiarsi nella vita di ogni giorno[...]

Poiché chi vuole servire Gesù Cristo all'interno di una chiesa deve essere suo testimone dappertutto. È in queste brevi ma intense citazioni che si può racchiudere l'essenza del servizio di ministrante. Noi siamo fatti di corpo e anima.

ministranti

Quando partecipiamo ad una celebrazione liturgica non lasciamo certo il corpo a casa, anche quello è una espressione dell'amore di Dio.
 Durante i riti ci sono gesti come sedersi o stare in piedi, inginocchiarsi o battersi il petto, che coinvolgono anche il nostro corpo. L'atteggiamento raccolto, la devozione che parte dal cuore e si esprime nel canto, nelle risposte, se fatti nella maniera giusta e non distrattamente, in modo qualunque, sono una testimonianza che tocca gli animi. Durante la liturgia il ministrante deve avere un ruolo di servizio, non è il protagonista, come per certi aspetti non lo è il celebrante. Il protagonista è il mistero dell'Eucaristia che si celebra. Consapevoli che è Gesù che mette a disposizione il suo corpo e il suo sangue, a testimonianza di un servizio supremo, sta a noi non abituarci a questo dono, non farlo diventare consuetudine ma scoprire ogni volta che il Dio vivente scende in mezzo a noi ed essere d'aiuto affinché il suo mistero venga celebrato e raggiunga le persone. Il ministrante è punto di riferimento per la comunità e il primo che, durante la celebrazione, può essere preso ad esempio, purtroppo anche negativamente. Per questo quanto scritto precedentemente è fondamentale; molto spesso un'azione vale molto più di cento belle parole, quindi: confessarsi con regolarità, essere presenti la Domenica e ricevere l'Eucaristia sono fondamenti che il ministrante è tenuto ad osservare. Ministrante può essere chiunque abbia voglia di donare un po' del proprio tempo e offrire un servizio che prenda come esempio Gesù. A nessuno viene chiesto di dare la vita, ma ricevere e trasmettere parte di quell'amore che ci è stato donato ci aiuta sicuramente ad essere persone e cristiani migliori.



Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Gennaio 2012 17:10